L’affare più importante nella storia del web?

Facebook

già da due anni stava realizzando che sempre più utenti abbandonano il suo social network a favore di piattaforme per la messaggistica istantanea. A mettere in rilievo questo inaspettato fenomeno, ci ha pensato una ricerca effettuata da On Device, che ha svolto un sondaggio su 3.759 possessori di smartphone residenti negli Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Indonesia e Cina. Da questo sondaggio ne è derivato che il 44% degli intervistati utilizza WhatsApp almeno una volta alla settimana, mentre solo il 35% usa Facebook Messenger. Tra le altre applicazioni di messaggistica che dominano il mercato mobile troviamo WeChat, Twitter, BBM e Skype. La relazione di One Device afferma che l’86% utilizza almeno una di queste applicazioni quotidianamente, il 73% usa lo smartphone per le chiamate, il 75% per gli SMS ed il 60% per le e-mail.

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Jan Koum, amministratore delegato di WhatsApp, ha affermato nel mese di Aprile che il servizio di messaggistica ha ora più utenti di Twitter e conta più messaggi di Facebook: 20 miliardi di messaggi al giorno, il doppio del traffico di messaggi inviato ogni giorno su Facebook. Koum ha colto l’occasione per ribadire il modello di business dell’azienda, che non seguirà Facebook e Twitter ma continuerà a far pagare un abbonamento annuale di 99 centesimi di dollaro (circa 0,80 euro).

Perché Mark Zuckerberg ha acquisito una piattaforma di messaggistica istantanea che, essenzialmente, offre un servizio già disponibile agli utenti del social network tramite l’applicazione Facebook Messenger? In realtà i motivi sono diversi, e Zuck non aveva alternativeAgli occhi di molti, l’acquisizione di WhatsApp Messenger da parte di Facebook, per diciannove miliardi di dollari, può sembrare strana. 

WhatsApp

ogni giorno elabora circa 27 miliardi di messaggi, provenienti da oltre quattrocento milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Una minaccia per il social network, che rischiava di perdere parte del suo miliardo e duecento milioni di utenti mensili a favore di una piattaforma di messaggistica istantanea sempre più apprezzata dagli utenti giovani, ai quali il social network di Menlo Park non aveva modo di accedere. Fino ad ora.

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Per anni il social network di Zuckerberg ha provato a fare quello che WhatsApp fa già da tempo. Con il suo (ottimo) Facebook Messenger ha chiaramente tentato di replicarne il successo, ma non è riuscito ad ottenere gli stessi risultati, probabilmente frenati anche dalle persone titubanti per questioni di privacy: non tutti gli utenti hanno il piacere di ritrovare le proprie conversazioni su un computer, in molti casi facilmente accessibile da amici e familiari.

WhatsApp inoltre ha un appeal che Facebook attualmente non ha: la sua utenza principale è distribuita al di fuori degli Stati Uniti d’America, soprattutto in Cina (un Paese nel quale il social network e bandito) e nei Paesi emergenti. Un particolare importantissimo che evidenzia ancora di più l’importanza che Zuckerberg da proprio alle zone in via di sviluppo, nelle quali gli utenti sfruttano la piattaforma di messaggistica istantanea per comunicare con lo smartphone, anche tramite WiFi in punti geografici non coperti dalla rete cellulare, oppure in Paesi nei quali le tariffe per le connessioni mobili sono ancora proibitive.

Da quando il telefono cellulare è diventato un fenomeno di costume, uno dei punti cardine di questa tecnologia non è mai cambiato nel tempo: i giovani vogliono inviare e ricevere messaggi, gratuitamente. E sarà sempre così. Da non sottovalutare anche il fattore sottoscrizione, da tempo pilastro portante di WhatsApp, che a differenza di Facebook non monetizza su pubblicità o contenuti sponsorizzati, richiedendo il pagamento di una (piccola) somma annuale ad ogni utente che vuole usufruire della piattaforma.

“WhatsApp è sulla strada per arrivare a connettere un miliardo di persone” – ha affermato Zuckerberg – “I servizi che raggiungono questa soglia sono incredibilmente preziosi. Conosco Jan da tempo e sono contento di questo accordo con lui e con la sua squadra, servirà a rendere il mondo più aperto e connesso”.

Zuckerberg è convinto che con questa fusione potrebbe raggiungere il traguardo di 1 miliardo di utenti su Whatsapp in poco tempo: anche se la piattaforma di messaggistica istantanea attualmente vede “solo” 450 milioni di utenti attivi nel proprio network, il tasso di crescita della sua diffusione è molto più rilevante di quello di Facebook, Instagram, Skype o Gmail.

Mobile Messaging

La diffusione delle applicazioni per il mobile messaging negli ultimi anni è un fenomeno di grande importanza. Viber è stata da poco acquisita per 900 milioni di dollari, Snapchat ha rifiutato offerte di 3 miliardi di dollari e tantissime piccole piattaforme come Line e WeChat hanno stregato i teenagers che, stufati dal social network, hanno abbandonato Facebook a favore di nuove applicazioni.

Fonte: Fanpage.it

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